Molestie. Uomini guardare ma non toccare!
CARA SILVIA, SONO LUDOVICA, HO AVUTO UN PROBLEMA SUL LAVORO. IL MIO CAPO UN GIORNO MI HA MESSO LE MANI NELLE MUTANDE. HO CERCATO DI FERMARLO, MA LUI CONTINUAVA …
SECONDO TE DEVO DENUNCIARLO? HO PAURA DI RESTARE SENZA LAVORO!�
“CIAO SONO NADIA, HO UN COLLEGA CHE MI METTE SEMPRE LE MANI SUL SEDERE. OGGI HA ESAGERATO MI HA TOCCATO IL SENO. HO PAURA CHE OGNI GIORNO SI PRENDA UNA LIBERTÀ IN PIÙ … LO DEVO DENUNCIARE?�
IL COLLEGA O ADDIRITTURA IL CAPO POSSONO PRENDERE DI MIRA LE DONNE CON CUI LAVORANO. SE SCATTANO LE DENNCE, COMINCIA UNA LUNGA BATTAGLIA LEGALE DALL’ESITO INCERTO. ECCO LE MOSSE DA NON SBAGLIARE.
IL DATORE DI LAVORO INCOMINCIA A OPPORTUNARE SIMONA . PRIMA LE FA COMPLIMENTI AUDACI, POI LE CHIEDE DI VESTIRSI CON MINIGONNA E SCARPE A SPILLO. LEI ACCONSENTE. CAPISCE CHE IL GIOCO STA PRENDENDO UNA BRUTTA PIEGA SOLO QUANDO IL PRINCIPALE ALLUNGA LE MANI E LA PALPEGGIA. SIMONA DENUNCIA IL FATTO AI CARAINIERI E LA VICENDA FINISCE IN TRIBUNALE. MA IL PUBBLICO MINISTERO, DOPO AVER VALUTATO LA SITUAZIONE, DECIDE DI ARCHIVIARE IL CASO, SOLLEVANDO QUALCHE DUBBIO E MOLTE POLEMICHE. PERCHÉ QUANDO SI PARLA DI MOLESTIE CI SI INFILA IN UN LABIRINTO GIURIDICO?
Il comportamento della ragazza, dettato probabilmente dall’ingenuità o dal timore di perdere il posto, abbia indotto il datore di lavoro a pensare che lei fosse consenziente.
Monica mi scrive : “ma per prevenire eventuali molestie sessuali di lavoro bisogna essere molto esplicite nel dire di no?�
Certo la chiarezza è fondamentale. Ma è bene anche segnalare per iscritto ai propri superiori il comportamento scorretto del collega. Il datore di lavoro potrà così richiamare o allontanare la persona che crea fastidio o disagio. E sottolinea: va detto che in Italia non esiste una legge specifica che riconosca come reato le molestie sessuali sul lavoro. Nel disegno di legge sulla tutela delle vittime di violenza, è prevista la punizione degli atti persecutori, tra i quali si annoverano anche le molestie sessuali.
“Ciao Silvia, attualmente come tutela le vittime di molestia, la legge?�
Se le molestie si spingono fino al contatto fisico, rientrano nel reato di violenza sessuale che riguarda non soltanto lo stupro, ma qualsiasi atto sessuale imposto contro la volontà dell’altra persona: dal palpeggiamento al tentativo di baciare. La differenza sta nella pena. Nel caso di violenza sessuale, va da 5 a 10 anni di reclusione, mentre per fatti di minore gravità può essere ridotta fino a due terzi. Quando, invece, le molestie sono verbali oppure si esprimono in altro modo ma senza contatto fisico, rientrano nel reato di violenza privata, che prevede fino a quattro anni di carcere. In tutti i casi, occorre presentare una denuncia o una querela contro il molestatore. “Ciao carissima. Sono Gemma, volevo chiederti: quando l’autore delle molestie è il datore di lavoro, denunciandolo non significa rischiare di perdere il posto?�
“ Sono Lucrezia, ho avuto problemi con il mio capo, se lo denuncio perdo il lavoro? Posso chiedere anche i danni?�
Dipende. Ma con l’ausilio di un avvocato esperto di diritto del lavoro, il licenziamento può essere impugnato non solo: si può anche richiedere il risarcimento dei danni. Così l’autore delle molestie in tribunale si troverà ad affrontare due procedimenti, uno penale e uno civile. Donne difendete la vostra dignità , non permettete a questi uomini di fare di voi ciò che vogliono
